VPIA – Valutazione Preventiva dell’Interesse Archeologico
La VPIA è l’attività tecnico-scientifica finalizzata a valutare il rischio archeologico prima dell’avvio di un progetto che preveda scavi o trasformazioni del suolo. Serve a stabilire se un’area presenta un potenziale archeologico e, in caso positivo, quali misure siano necessarie per gestirlo correttamente.
CU.T. archeologia srl redige VPIA complete e conformi alle richieste delle Soprintendenze, fornendo uno strumento chiaro per progettisti, imprese ed enti pubblici.
La VPIA comprende:
- Analisi cartografica, storica e bibliografica
- Studio delle fonti d’archivio e dei dati pregressi
- Valutazione del contesto geomorfologico e topografico
- Analisi delle interferenze tra progetto e sottosuolo
- Definizione del grado di rischio archeologico
- Indicazione delle misure da adottare (assistenza, saggi, scavo)
Il risultato è una relazione tecnica motivata, che consente alla Soprintendenza di esprimersi in modo informato e al committente di pianificare tempi e costi realistici.
La VPIA non sostituisce gli interventi sul campo, ma li anticipa e li calibra. È lo strumento che permette di decidere prima, invece di rincorrere le emergenze dopo.
La crescente espansione urbana, la realizzazione di infrastrutture complesse, gli interventi energetici e la diffusione di opere che incidono profondamente il suolo rendono sempre più necessario un approccio responsabile alla gestione del territorio. In questo contesto, l’archeologia preventiva rappresenta lo strumento fondamentale per conciliare la tutela del patrimonio archeologico con l’avanzamento dei cantieri. La procedura, basata sulla valutazione del rischio archeologico, permette di individuare in fase progettuale la presenza di stratificazioni antiche potenzialmente interessate dagli scavi, riducendo imprevisti e garantendo continuità alle opere.
Attraverso indagini archeologiche preliminari, come saggi, trincee e verifiche geognostiche integrate, è possibile documentare i contesti sepolti prima che vengano danneggiati, comprendendone natura, estensione e sensibilità. Il quadro normativo italiano definisce un percorso strutturato che coinvolge progettisti, enti territoriali e specialisti in una collaborazione multidisciplinare.
Nei casi compatibili, i resti possono essere preservati, documentati o valorizzati; in altri, la progettazione può essere adeguata a garantire la protezione delle testimonianze antiche. Quando si passa alla fase operativa, l’assistenza archeologica in cantiere e lo scavo archeologico consentono di gestire ogni rinvenimento in modo tempestivo e conforme alle normative, evitando interruzioni e salvaguardando sia la sicurezza del cantiere sia la conservazione del patrimonio.
L’archeologia preventiva non è quindi un ostacolo, ma si trasforma in una risorsa indispensabile per pianificare con consapevolezza, lavorare senza incertezze e proteggere la storia che ancora giace nel sottosuolo.